Amilcar Cabral

Sto pensando alla ‘Amilcar Cabral ‘ . É una piccola biblioteca internazionale , a Bologna. Ospitata in una villa del seicento , nella zona dei colli . Cioé nel quartiere piú esclusivo . Un posto non grandissimo ma neanche simbolico . Ha grandi scaffali , con scelte curate di letteratura , storia , scienze umane. In quattro o cinque lingue , le piú parlate oltre l ‘italiano . E quindi é un ritrovo . Per le comunitá straniere , ovviamente. Ma aperto a tutti . E , anzi , con una radicale mancanza di snobismo . Trovi chi ti aspetti . Cioé gli abitanti delle ville intorno . Accanto allo studente dell ‘ universitá americana, figlio di un capo di stato , all ‘operaio africano , o la cameriera filippina ,o la ragazza velata ,o il trans brasiliano. Il tutto affiancato dalle attivitá esterne : seminari sulla storia delle religioni, studi di letteratura comparata , incontri con gli autori etc. Ecco , pensavo alla Amilcar Cabral . Non si puó clonare . Difficile avere una villa del seicento qui , al quartiere Sacca , a Modena. Applicare la sua ricetta peró sí puó . Che é usare la cultura come ponte tra le religioni . Come mezzo di integrazione. Il contrario di quello previsto alla Sacca. Che é una grande moschea e basta. Serbatoio certo di voti al P. D. . Nel futuro. Nel presente ricetta quasi infallibile per creare un ghetto. Tutto il quartiere Sacca , a parte quello , ha il destino segnato .Sará un quartiere pattumiera , utile a chi la crea , disagiata per chi la vive. E circondata da un muro di silenzio ipocrita. Ecco , bisognerebbe abbatterlo , questo muro.

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Storia di M. puntata 1

Modena , zona Sacca. Il peggio è relativo . Meglio a Modena che a Teheran . Me lo giura M. che ci è nato , e per la verità , non ha mai viaggiato. E Teheran è meglio di Damasco , in Siria . Dove vive una persona a lui cara , forse suo fratello. Che chiameró Said . È la sua storia che voglio in breve raccontare . Perché riguarda l ‘ottimismo che vince , a volte. Sulle guerre e sulle tragedie. Ma prima un passo indietro. Devo spiegare chi è M. Allora…seguo un blogger che si chiama Mauro Montemagno . È sorprendente e intelligente. Magari oro colato no. In un video parlava della sua quarantena. L ‘ ha tollerata , diceva , grazie a Itaki. Che è un programma che permette a chiunque di dare lezioni . In qualunque lingua. , dovunque . Lui lo consigliava per rinfrescare l ‘inglese. Ho controllato. Tra le centinaia di docenti mi ha colpito M. Perché è un ricercatore che si occupa di intelligenza artificiale. Un giovane scienziato , in sostanza , strangolato dalla crisi economica .E reinventato come insegnante di inglese. E qui arrivo al punto. L’inglese lo so . Con lui non lo imparo ma lo pratico. Discutendo della nostra comune passione : la tecnologia. Che guardiamo da occhi diversi . Superando  enormi differenze tra noi come persone. Una mattina parlavamo della guerra in Siria . E di una angoscia ingestibile  che provava per…….( continua)

Modena e gli ecomostri

Modena , quartiere Sacca. Si mette male. La colata di cemento la fanno . Cioè l ‘ insediamento industriale a ridosso del centro . Ignorando zone disponibili più logiche . Cioè vicine all ‘ autostrada e poco visibili . Con rarissime case. Invece no. L ’ecomostro di 30 metri viene sulla tangenziale . Lo vedono per forza , tutti . Anche la Conad non ne esce benissimo . Con i suoi manager dalla fronte bassa. Per non dire dei politici modenesi . Di certi assessori dalla gonna a quadretti sulla gamba corta e il maglione color topo. Niente , dai . Modena ha un destino. Era quasi meglio il degrado puro . Come l’ex fonderia dietro la Maserati . Con il suo codazzo di tossici e spacciatori . Almeno non aveva i 400 camion al giorno della Conad , che ora avremo. E poi era fotogenico. Come un quartiere di New York che mi piaceva tanto , vicino all ‘ex mercato della carne. Il binario sopraelevato , che c’era, era abbandonato dagli anni 80. Il comitato di quartiere si è imposto e l’ha fatto riqualificare. Ora è una passeggiata sopraelevata . Forse la più bella del mondo. Che ho visto su You Tube ieri. Con tenerezza , ricordando com’era prima.

Bitcoin e burkinabé

Parliamo di Bitcoin e partiamo da un posto disgraziato. Fuori dalle rotte turistiche , dalle mode , da tutto : il Burkina Faso. È senza mare , al centro dell ‘ Africa, aggredito dal deserto. E povero . I giovani che possono fuggono. Alcuni fino a New York . Dove sono chiamati burkinabé . Fanno due , tre lavori . Mandano soldi a casa , salvando famiglie dalla fame. E studiano l ‘inglese . Nei circoli parrocchiali , nelle associazioni etc. In uno di questi posti insegnava la moglie di Federico Rampini. Che è corrispondente a New York di Repubblica. Parlando con loro , conoscendoli , ha fatto una scoperta. Mandano soldi a casa , con i money transfert , e va bene . Ma poi investono i risparmi in Bitcoin. Perché seguono i consigli di un guru locale. Che è autista di Uber ma laureato in economia. Ecco , i Bitcoin sono anche questo . I risparmi eroici dei burkinabé .. Oltre a soldi sporchissimi , come i riscatti . Perché i Bitcoin sono tracciabili solo in teoria . Lo dimostrano i fatti .
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Le criptovalute …..entrano nelle vite più diverse. Compresa la mia . Nel lontano 2012 . Quanndo ‘incontrai’ i Bitcoin. Mi sembrarono un giocattolo serio . Un pó come   una bomba a mano vera ma senza spoletta. Non da usare ma da esibire. E io ne parlavo con…….Ma questa è un’ altra storia.

Pinocchio 2 . 0

Pinocchio 2.0

Oddio è proprio lei. Con il faccino truccato, un filo di voce , il vestitino. È in una ‘diretta’ su Facebook , nella pizzeria ‘Il bel sole’  di Avellino. In pratica un karaoke. Canta un pezzo di  Mina , tra i tavoli . Batte le mani e dice  : ‘ tutti assieme ‘.  Ma quelli  mangiano. Ci riprova,  si irritano. Vola prima  una  parola forte , poi una mezza bestemmia, infine un pezzo di pane . É troppo. Il  ‘manager’ interviene ,  con gesto collaudato ,  di chi conosce i suoi polli . Le  toglie il microfono. “ Bravissima Danielle. Grazie’’ , dice,  “ e adesso un’ altra . É  giá  qui.  Presentati.” E si fa avanti una moretta   ….. .

‘Danielle’ la conoscevo  quando era Daniela  e  aveva dodici anni. E abitava a tre passi dalla mia casa di allora. Alla Crocetta, quartiere operaio  di Modena. I genitori   lavoravano in Germania , in  una   fabbrica.  Un bel giorno arrivano i robot e sono licenziati . Si trasferiscono a Modena.  Impiegati  in un posto più piccolo ma meno agguerrito .Che alla fine chiude . Nel fatale 2008 della crisi mondiale. E qui si volta pagina . Grazie a Facebook lo so.

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Si trasferiscono ad Avellino .  Il padre trova  un nuovo lavoro , ma in nero. Come carrozziere. La madre pure. Senza contratto , in un centro estetico . E Daniela ? La ricordo sotto le mie finestre , con il pallone . Per ore , a trecento metri da un parco pubblico .  Una tortura. La odiavo un pó .  Speravo si rompesse il braccino . Ecco …..Daniela oggi ha 20 anni. La ritrovo su Facebook . È diventata ‘ Danielle’ . Canta,  nelle  sagre , nelle pizzerie . Ed è fascista. Convintamente. Assieme al papà e alla mamma. A Modena frequentava un istituto d’arte. Che interrompe.  Ad Avellino frequenta una    ‘academy’.  C’ è  la foto .  Una specie di  studio televisivo . Con lei , Daniela,   tra il direttore e la direttrice.  E di colpo penso a Pinocchio . Tra il Gatto e la Volpe .

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Perché su Facebook mi si apre un mondo. Il Gatto e la Volpe si sono evoluti. Usano l’intelligenza artificiale per trovare i ‘polli’ . Cioè persone narcisiste , di ambizione smodata, Tipicamente su Facebook .  Il ‘lavoro’ della ‘ academy ‘  è di farli sentire speciali . Con un diritto a una celebrità televisiva , anche dopo una quarta bocciatura in terza media.‘Pompano’ il loro narcisismo , che non ha base nel talento . Vantano agganci con il mondo dello spettacolo .  Senza mai fare promesse concrete. Vicini al confine  della truffa , ma al di qua. Funziona alla grande. Dai tempi di ‘Bellissima’ di Luchino Visconti a oggi. Un ‘ industria ,  sempre aggiornata . Ma con  un cuore eterno che è lo sfruttamento degli sprovveduti , non necessariamente buoni.

Dietro  a questo pezzo  di Italia  la politica  è più lontana della luna.  La sinistra ammette che  il cambiamento della tecnologia  c ‘è . Ma meglio far finta  di niente.  Mettere  una pezza qui e una lá . Senza guardare  lontano e senza farsi troppe domande. Piú efficace la destra. Con il ditone puntato contro  grande finanza e  Soros, sostituzione etnica etc.   Soluzione , per loro : guardare al passato  . Agli anni 60  idealizzati , al riparo dalla tecnologia.

 E la cultura?

(continua…..)