Depressi in Abruzzo

È in  un locale poco illuminato. C ‘ è un  tavolo  e due persone  , che parlano e bevono. Oltre la finestra c’è una montagna e tutto intorno l’ Abruzzo. È una scena di ‘Terra di cannabis’ , documentario di Gianluca Marcon. Che illustra un progetto rivoluzionario : ‘rilanciare’  l ‘ Abruzzo . Grazie alla coltivazione industriale della canapa. Un ‘ idea che ha solide basi. Quello che non convince è ….l ‘ Abruzzo.  Sembra desolato. Giá guardarlo mette disagio. Questi borghi in mezzo al nulla . La scomodità , l’isolamento . Chissá l’inverno. Un conto è fare una foto e ripartire , un altro è viverci. Quello che non si capisce non è perché quasi tutti sono partiti : è perché alcuni sono rimasti. Mi ricorda la casa del mio amico piú caro . Sul Lago Maggiore , pure con un bel giardino. Quando ci andavo tre giorni scappavo a Milano. Con ogni pretesto, praticamente sempre. No , davvero . Bisogna esserci portati.

Forse é meglio Hong Kong . Ci sono stato una settimana , da solo. Ma sono stato bene. Contro ogni buon senso, ogni aspettativa. E se quella , e non l’Abruzzo , fosse il modello giusto ?

Coop Voce e i sassi dal cavalcavia

Driiin…..É il mio vecchio padre al telefono. Ha un solo euro sul telefonino. Mi chiede di fare la ricarica. Ok , niente di più facile. Apro il tablet. In un minuto sono sul sito di Coop voce. Ecco qui : ricarica on line. Clicco e…..niente di più complicato. Ci sono vari passaggi. Alla fine mandano un SMS di ‘verifica’. Non al mio telefono : a quello di mio padre. Che non è qui. Morale della favola : devo uscire. Proprio stasera che piove e ho il raffreddore. Fortuna che c’è la tabaccheria ai Portali. E che non c’ è fila all ‘ ingresso. Il sito Web è sfacciatamente inutile. Cosa vuole verificare Coop Voce ?  Pago con Poste Pay . Nessuno è più tracciabile di me .     E poi ….sono soldi che entrano, non che escono . Perché inventare dei paletti ? La sicurezza, ok… Ma se è fine a se stessa ? Chi ha la porta blindata nella doccia ?

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C’è di che infuriarsi. Ma chi è che fa il sito della Coop ? Possibile che non ci sia un responsabile ? Non per metterlo alla gogna : perché ci metta la faccia.

Colpisce , come un sasso , il senso di impunitá. Certi burocrati sono intoccabili. Mai nessuna inchiesta , di nessun giornale ‘serio’ , chiederá loro una spiegazione. Saranno anonimi. Per sempre. Come chi lancia i sassi dal cavalcavia.

Scommettiamo ?

Lepida a chi la merita

Ricevo una mail  dal Comune di Modena. Mi chiede  di rinnovare il ‘fascicolo sanitario elettronico’. Che è una cosa di utilità nascosta.

Che qualche scettico paragona alla ruota  quadrata e alla motocicletta a pedali. ‘ Lepida’ , la sua nuova versione ,  è tanto laboriosa .  Ed è giusto così. Perché sarà non per tutti ma per chi la merita.Così dichiara Ludovica Carla Ferrari. Il problema sarà scremare gli utenti meritevoli. Già pronto un suggerimento, dai ragazzi di Modena Smart. Per rafforzare la motivazione dei richiedenti.

È una lista di dati da fornire, in aggiunta a quelli vecchi : codice fiscale dei parenti fino al sesto grado , mappa catastale delle loro case, la  pagella  del terzo trimestre della seconda media. Assieme al codice fiscale degli insegnanti, si capisce. Piú ambiziosa Ludovica Carla Ferrari. Che dichiara :

‘’ Non c’ è , anche tra gli aspiranti utenti , il tema della disparitá di genere ? Dovrei essere ‘gender blind ‘  ? Per me no.

Darei , potendo, la priorità all’utente donna. Alla donna giovane che lavora. Che lavora e studia. Che lavora , studia ed è in cinta di sette mesi. O che è in cinta di otto  , lavora , studia e  fa la trapezista al  Circo Togni.”

Scartata , al momento , l’ altra proposta . Sempre del gruppo Modena Smart. Che vorrebbe una passeggiata certificata, sui carboni ardenti. Giudicata di gusto televisivo e vecchiarella.

Comunque il messaggio di Lepida.it è chiaro :

innovazione digitale a chi la merita.

Perché , come ripete Ludovica , bisogna guadagnarsele le cose, diosanto.