Lettera aperta a Gad Lerner

Caro Gad Lerner,  lei  dice :

“il lavoro umano si deprezza. Tutto il lavoro :  manuale ma anche il  intellettuale. Da almeno 40 anni . Perché ? “

Vediamo……Forse perché sta nascendo una economia nuova?  Ne parlano, da dieci anni almeno, autori come Martin Ford e Andrew McAfee. Ci hanno fatto , su questo tema , addirittura l’ ultimo World Economic Forum , a Davos .

In sintesi estrema : l’ intelligenza artificiale sarà , per la prossima economia, quello che il vapore fu  per la rivoluzione industriale. Una svolta storica. Inarrestabile, come una marea. Che impone scelte. Quali ? Il discorso si complica. Non è questo il posto. Per riassumere all’ estremo ho scritto per lei questa storia  ( è contento ? ).

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Accadde in un paesino, in Francia. Nel settecento. Era inverno. C’era una carestia atroce. Tutti soffrivano ma non i maiali. Perché il grano era finito ma le patate no. Abbondanti, disgustose. Coltivate , all’epoca , solo per loro.

Un giovane cuoco , per disperazione o gioco , ne getta una nella pentola. La cuoce, la assaggia : è buonissima.

Come dirlo agli altri ? Le patate erano tabú. Per i maiali e basta. Cosa fa ? Inventa le ricette. Per camuffarle . E funzionano. Tutti mangiano patate. La carestia finisce. Il cuoco rivela l’inganno. Ë perdonato. E il tabú, grazie all ‘inganno , finito. Patate e grano avranno pari dignità . E pari utilità . Per sempre.

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Ora , fuori di metafora,  la ‘patata’ è l’ abbondanza slegata dal lavoro. Portata dalla nuova automazione. Per capirci : il moderno agricoltore che produce come cento braccianti. Ricchezza che dobbiamo saper vedere , valorizzare e distribuire, Come le patate in questa storia.. Per farlo servono le ‘ricette’. E per fare accettare le ricette servono astuzia e una lotta culturale aspra. Per ‘sdoganare’, primo fra altre cose , il concetto di salario universale. Trasferendolo , per cosí dire, dalla porcilaia al ristorante stellato. Creando l’equivalente del welfare per la prossima, diversa economia. Non un traguardo , un solido trampolino di lancio. Tutto qui.

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Il lavoro non sarà piú come Dio nel monoteismo , quasi un fine in se stesso. Ma come Cristo e la Madonna in un Pantheon. Tra nuovi vicini di casa.In condominio. Un pó come dire : si lavora per vivere ma non si vive per lavorare.

In definitiva, caro Gad Lerner , perché scegliere tra patate e grano ?

È, la coesistenza , davvero impossibile ?

Affettuosi, distonici saluti.

Grazia Verasani parte 2

Il foglio

Graziana Verati : ‘Elena, ascolta, ieri prendevo due appunti. Per cercare una idea fresca . Lontana dai  luoghi comuni sull’ Africa. Magari pure veri, per caritá. E allora, niente…Spulcio Facebook. Trovo un post anonimo ,  su un esperimento : un bosco, piantato per contrastare il deserto. È largo, dice, 21 volte il Central Park di New York.  Oddio, sarà un parco nazionale, penso. Lungo 50 o 100 chilometri. Invece no. La lunghezza è 8.000 chilometri. Rido di gusto. Ci vuole un limite, no ? Anche per le fake News. Poi esco. Non ci penso più.

Elena Stancarelli (ridendo) : ‘’ E invece…..Hai scoperto che è vero ? “

Grazia Verasani : ‘’Si . Alla sera ho controllato. Si chiama ‘Muro Verde’’, ed è finanziato da agenzie internazionali. E dará lavoro locale a milioni di persone. Anche questa è Africa, mi sono detta. Poi ho curiosato qui e lá , fuori da Facebook. Ci sono novità rivoluzionarie. Tipo questa cosa della ‘blockchain’, che fará da banca ai poverissimi. E guarda… (mostra il foglio ). La lista è lunga. Non si finisce più. Ma arrivo  al punto.”

Romeo Motoroni : ‘Brava. Perché il punto è che si muore in mare. L’ emergenza è questa.I grandi progetti   discutiamoli  a parte. ‘’

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È stato qui, in questo preciso momento. La tensione, nella sala, è  cominciata a salire.Pian piano, come una marea. Come se un prete fosse ubriaco ,poniamo. E i fedeli alla messa , appisolati , si svegliassero . E si accorgessero  che sta parlando della pornografia. Dicendo che va diffusa.

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Grazia Verasani : ‘ Il punto è questa nuova Africa. Cioè il prossimo miracolo economico. La nuova Cina. Ha ragione  Federico Rampini : va vista cosí . Con i suoi problemi , si capisce. Ma non più una valle di lacrime. Altrimenti si scade nel ‘buonismo’. Gli sbarchi…accettiamoli, diosanto.   Ma poi vediamoli nel loro contesto . Cioè come ‘prodotti’. Di una industria del crimine simile ai sequestri di persona. Ogni migrante che salvi cedi a un ricatto. Se non sbarca muore la colpa è tua. I trafficanti lo sanno. Ti ricattano  e si arricchiscono . Fra l’altro, questi barconi…Nessuno mai li intercetta. Un solo vecchio drone impedirebbe chissà quante partenze. Che non è una soluzione, no. Ma intanto salvi vite e fai fallire i trafficanti.

Elena Stancarelli ( irrigidendosi ) : ‘ Un momento. Nel libro parlo di una esperienza mia. Del mio rapporto con una tragedia. L’ Africa intera in un duecento pagine non ci sta.’’

Grazia Verasani : “ Ascolta….te scrivi quello che vuoi e io dico quello che penso , va bene ?  Per  me slogan tipo ‘Apriamo tutti i porti ‘’  equivale a ‘cediamo a tutti i ricatti’’. O ‘paghiamo tutti i riscatti ‘’. No.  Il cuore, senza testa, non va da nessuna parte. ’’

Intanto Romano Montroni si rabbuia. Guarda incredulo Grazia Verasani .  Come per dire : ma  dove vai a parare ? Proprio te che non hai dodici anni. Che di presentazioni ne hai viste. Te che  eri una in riga. Con un ego piccolo magari no. Ma, insomma….. Diciamo come una democristiana punk. Con la cresta verde, se vuoi,  ma di sotto democristiana.

Romano Montroni :  ‘ Grazia, scrivilo te, questo  libro illuminante. Intanto qui presentiamo quello di Elena. Se non ti dispiace, eh ? ‘’

Grazia Verasani : ‘ Ma non irritarti , dai .Appena si canta fuori dal coro…..Cosa mi avete chiamato a fare ? La corista ? C’ è  un elefante nella stanza e faccio finta di niente ?  Che poi…guarda ( indica il foglio) . Sono tre elefanti, quattro, cinque… Ho qui la lista. Ma non si dice. Non sta bene, vero ? Sapete cosa vi dico ? La messa ve la cantate  da soli. Andate a cagare. “’

Si toglie il microfono, si alza. Esce.

Romano Montroni : ‘ Ecco, brava. Tornatene a fare i tortelli. Il tempo ce l’hai. Prima che ti richiami potrebbe passare un pó.’’

Grazia Verasani sbatte la porta. In sala sbigottimento, grande scandalo, infarti.

Loretta Napoleoni parte 1

É successo anni fa, il 17 febbraio 2017. Stavo andando a Bologna. Loretta Napoleoni presentava un suo libro, insieme a Raffaella Lamberti e Margherita Romanelli. Volevo incontrarla. Chiedere il suo appoggio per una causa importante.E intanto mi preparavo, mentalmente. Senza riuscirci. Pensavo solo alla guida. Tra poco sarei uscito dall ‘autostrada.

Avrei lasciato la macchina al parcheggio multipiano. Uno dei tanti che coronano Bologna.  Enormi, economici, ispirati  da Molino Dorino a Milano. Giá pronti per le macchine elettriche. E che sono uno dei due assi giocati da Andrea Colombo, ex assessore al traffico. L’altro è la rete di navette. Che funzionano come  taxi collettivi. Ma in una versione  hi tech. Originale e geniale. Io li uso cosí.  Esco dal parcheggio multipiano . Salgo su una prima navetta senza pensarci . Mi porta nella centralissima Piazza Maggiore. Da lí apro la app sul telefonino. Che mi porta alla seconda navetta , e questa a destinazione. E paga. Semplicissimo, un  sogno . Grazie a un software che Colombo ha testato su sua zia. Che è una casalinga tecnofoba con la terza elementare. Ed è stata un giudice severissimo.

 Bologna non vieta le macchine in centro, no : le rende obsolete. Non c’ è neppure la ZTL. Milano ha i soldi , Bologna la buona volontà. Che  si riflette in tutto. Appena si scende dal treno.  A cominciare dai  passaggi pedonali davanti alla stazione. Eleganti , forti, economici. Altro che pioggia : proteggerebbero da un uragano. E sono solo il biglietto da visita .Siamo abbastanza riconoscenti ad Andrea Colombo ? Bisognerebbe fargli….un mausoleo  no. Diciamo un poster , stile presidente nord coreano. Su un semplice cavallo bianco , se un ippogrifo non si trova. E sullo sfondo  una montagna . Meglio se con neve , eventualmente finta. E ricordarlo. Ogni volta che parcheggiamo. E raggiungiamo ogni posto  in 15 minuti.  Come a Milano. Ma  ecco , sono arrivato in Via del Piombo, alla presentazione. Perso in questi pensieri. E adesso ? Come sarà Loretta Napoleoni ? Come le parlo di questa cosa ? ( ne avró il coraggio ?)

(continua)

Isabella Conti come Cristina Campagna ?

In  Italia, secondo l’Istat, ci sono stati , nel 2017, 174.933 incidenti , con  3.378 morti. Disgrazie tutte , o quasi, evitabili. Se fosse esistito il 5 G.  O meglio, se fosse stato operativo e maturo. Perché , alla fine, il 5 G è ( sarà ? ) anche questo : Il tassello che manca alla guida autonoma. Che  porterá  a casa , vivi, ragazzini ubriachi usciti dalla discoteca. Permetterá al malato di ricevere una operazione a cuore aperto . Da un robot,sí, ma pilotato oltre oceano. E poi l’internet delle cose  e  la favolosa, si spera,quarta rivoluzione industriale.Il limite è il cielo. Volevo ricordarlo a Isabella Conti, sindaco di San Lazzaro. Che ha bloccato le nuove antenne . Come vorrebbe fare Cristina Campagna. Che ho incontrato per pochi minuti, settimane fa.

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E che é una donna piacente, di una mezza etá non drammatica. Ben piantata, con pochi grilli per la testa. Di sicuro lavora nel pubblico impiego. Forse in comune. Quasi la vedo, con la scrivania in ordine. Con sopra il cactus e le cornici dell’Ikea. Con le foto delle creature e dell’ omaccione con la barba. Raccoglieva firme a Bologna. Per bloccare le antenne del 5 G. Cosí,  come si bloccherebbe il virus dell ‘Ebola. E invece no, non è un virus.  Meglio vederlo come un  aereo. Mi spiego.

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La sicurezza assoluta non esiste. Ogni tecnologia ha pericoli. Sempre facciamo compromessi. Perché il guadagno, nel lungo termine, è enorme. Solo per questo. Una aereo di linea, se cade, equivale a una  bomba. Che facciamo, torniamo ai treni a vapore e alle navi ?

Il 5 G è come l’ aereo rispetto al treno. Apre un mondo, davvero, in un senso  preciso. Come aggiungere caglio al preparato di latte: nasce  il formaggio . Qui salta fuori  la ‘quarta rivoluzione industriale’’. Cioè  tante cose ora astratte che si concretizzano. A cominciare dall’intelligenza artificiale. A essa, o meglio alla ‘quarta rivoluzione” , hanno dedicato il  ‘’World economic forum’’ del 2016. Tra i grandi della Terra, a Davos. Sì, ma i rischi del 5 G ?

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Se ne è occupata Repubblica. Con un bilanciato articolo di Alessandra Longo, del 5 marzo 2019. A me basta. Il resto mi sembra tecno fobia. O meglio creare paure per fini elettorali. Parlare alla pancia. Che è una eterna tentazione come la pesca di frodo: a portata di mano, produttiva. Comoda come la polenta in busta. Ma è un gioco sporco. Padroneggiato dai No-Vax, da quelli delle ‘scie chimiche’, dagli antiabortisti di Verona con i feti di plastica. Care Isabella Conti e Cristina Campagna, vogliamo seguirli sul loro terreno? Bologna non ha problemi ambientali più importanti ? Vediamo.

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Ci sono ‘DUMBO ‘ e i ‘’Prati di Caprara”. Il primo è una ex area industriale, quasi grande come Porta Nuova  di Milano.Cioé immensa. Il secondo un miracoloso polmone verde. Finiranno sprecati. Dumbo chiusa al pubblico, con eventi tipo sagre, strombazzati sui giornali.E basta. Il parco finirá lottizzato, con delle banali palazzine e i giardinetti. Scommettiamo ? E dire che , a DUMBO, in un suo angolino, ci starebbe l’intero studentato di Amsterdam. Con migliaia di posti, per studenti ma non solo. Fatto di container riciclati, trasportabili e riutilizzabili. Chissá cosa farebbe Milano con un posto cosí. Finirá  con operazioni di facciata e chiacchere.

Uno spreco enorme, nella totale indifferenza. Di tutti, anche del collettivo ‘Link”.

E non ci sará nessuna raccolta di firme . Scommettiamo ?