Se non é buona per tutti é cattiva per tutti

Repubblica commentava , giorni fa, la lettera di Salvatore Mosca . Che è un lettore disabile alle prese con i parcheggi di Bologna. Cioè un incubo quotidiano , per tutti . Bologna è cosí da sempre. Non ha grandi parcheggi di scambio . O almeno non comodi .  E la metropolitana non esiste. Egidio Sosio , disability manager del comune , si chiede che scelta fare : tra più parcheggi e più mobilitá . Che è come scegliere tra mangiare e bere . Servono entrambi. Voglio dire : le periferie esistono . La gente esce in macchina . Fa , poniamo , cinque chilometri . Poi arriva vicino al centro . E cerca un parcheggio. Se non lo trova continua a guidare e tutto si intasa. Addio mobilitá pubblica .Ci vorrebbe una macchina tascabile . O la mobilitá è buona per tutti o è cattiva per tutti. Punto.
Piuttosto ….la nuova giunta comunale …..Nessuno ha risposto alla lettera di Salvatore Mosca e relativo articolo di Caterina Giusberti , su Repubblica. Siamo sicuri che sia una dimenticanza ?

Modena : aria verde e fritta davanti , cemento dietro

Modena. Sembrava una cosa da ‘Scherzi a parte’’ . Invece no. Con la scusa di ‘riqualificare’ il quartiere Sacca lo coprono di cemento . C’è una fabbrica abbandonata , enorme . Ci starebbero cose serie , a cominciare da un parco . E un polo per i turisti . Cioè una mostra , un ristorante , un mercatino delle eccellenze . Se ne parlava. Ci hanno fatto un progetto. Poi , a sorpresa , l ‘hanno abolito . E hanno scelto la montagna di cemento .

Tutto il consiglio comunale : maggioranza e opposizione. Con disciplina ‘bulgara’ , da far invidia ai comuni mafiosi. In pratica ci fanno un gigantesco magazzino del Conad . Non fuori cittá ma all’ interno di un  quartiere disastrato . Stravolgendone di piú strade e traffico. Previsti 400 camion al giorno. Un trauma pubblico , e una macchia per l ‘ intera  classe politica. A cominciare dall ‘ assessore Vandelli. Colpisce una cosa : il cinismo.

Hanno deciso  in fretta , dietro porte chiuse. Poi lo hanno “comunicato “, con una assemblea . Ecco tutto . Si poteva dissentire . L ‘ hanno fatto ,  poi è morta  lí . Una brutta storia. Una beffa  , con un retrogusto di tangenti . Ci riusciranno a cementificare . Ma sarà una vittoria tossica. Ne escono  malissimo tutti .La classe politica al completo . E pure la Conad , forse. Avrà un danno di immagine. Chi getta una merda sul ventilatore poi stia attento : schizza.

Evoluzione della specie : dal pacco napoletano all ‘idrogeno verde

All ‘inizio c’era la truffa classica , detta anche ‘’pacco napoletano’’ . Si comprava un telefono ‘’  di contrabbando ‘ , poniamo . Da un venditore improvvisato , di solito al margine dellaa strada. Si arrivava a casa , si spacchettaava, e dentro c’era un sasso . Era un business poco espandibile , impraticabile nel medio termine . A rischio denuncia e/o scazzottata.

Poi venne lei , la regina delle televendite.E siamo alla fase due . Aveva antenne finissime . Sintonizzate su insicurezze e mode . Che intercettava e sfruttava. Si specializzó sulle diete . O meglio su un conflitto eterno , tra due desideri : mangiare e dimagrire. Che lei , in apparenza , concilió . Inventando un estratto di alghe. Garantito su 98 persone ogni cento . Bastava spalmarselo e risciacquare. E poi via con le abbuffate. Tanto la pancia spariva , nell ‘imprecisato futuro. Una pacchia , sembrava. I più navigati ridevano , tanti compravano . E il business decolló . Poi le pance lievitarono e i portafogli si assotigliarono . Perché le alghe erano naturali sí , ma ma non gratis. . E tutto il business , come un castello di carte , crolló.

Ma fu una gran cosa , la fase due . Non era , tecnicamente , una truffa. Le alghe favorivano il metabolismo . Poco. Causando un dimagrimento di etti o grammi . Quanto bastava per evitare le denunce. Poi era un business inattaccabile. La colpa era sempre del cliente. Che non si spalmava bene, o non con la giusta frequenza etc. Era un giro di milioni di euro attuali . Aiutato da avvocati , pubblicità , spazi televisivi. Mancavano la politica e la cultura.

Ma arrivarono, nella fase tre . Nella evoluzione naturale , per cosí dire , del pacco alla napoletana. Qui tutto si moltiplicó . L ‘ ansia intercettata e sfruttata era quella di salvare il mondo . Dai combustibili fossili e dal cambiamento climatico . Il nuovo ‘pacco’era , è , l ‘idrogeno verde . Perfettamente affine all ‘ alga scioglipancia , come efficacia e costo. Ma a un livello infinitamente più alto . Ammantato di ideologia , venduto quasi come una religione . Simbolo della nuova ‘narrazione’ : quella delle rinnovabili salvatrici del mondo . Non importa se non è vero . Se nella Germania ‘verde’ il costo dell ‘energia è raddoppiato in dieci anni ( e le emissioni aumentate) . No . Rinnovabili e basta. E se devastano l ‘ambiente pazienza. A Repubblica nessuno vede. Non la nasuta Loretta Napoleoni , non la piangente Michela Murgia , non il Luca Pagni dall ‘occhio scaltro . Gente che alle balle non ci crede. Lo sanno che su nucleare bisogna fare marcia indietro . Non piú maledire ma riflettere. Acoltando  gente come Elon Musk , Bill Gates e altri . Anche  , perché no, Piero Angela. Invece niente. Repubblica , compatta , censura. La nasona , la piagnona , il furbastro sono nella parte ingiusta del banco : quella che le alghe  le vende. Non si tratta di comprarle, si tratta di sputtanarle.

Elena Stancarelli

L’ho trovato su Repubblica il 16 settembre. È di Elena Stancarelli ed è un articolo su Bebe Vaio . Che è una atleta paraolimpica . E che è viva grazie a decine di operazioni. Ed è solare , non lamentosa e , in modo discreto , eroica. E pure un simbolo , suo malgrado . Del potere della tecnologia . Che si occupa del quotidiano. E ha  la fragilità di una ragazza e la forza di una dea. È scritto benissimo . Ed è sincero . Poi c’è la chiusura dell ‘articolo . Che è politicamente corretta e ruffiana . Dice , in sostanza : ci sono “ eroi “ positivi e altri no Tra i “no” spicca chi bersaglia Greta. Incolpata della svolta ‘ verde’ e dei rincari in bolletta . Il punto è : chi contesta Greta ? Nessuno . Sarebbe come contestare un cartello stradale. Lei indica e basta. Sul “çhe fare ?’ , piuttosto….Qui c’è da litigare. Le cose si aggravano. Bisogna fare scelte. Quella delle rinnovabili si è rivelata un disastro . Guardiamo la Germania. La cita Andrew McAfee nel suo libro ‘Less is more’’ . Sono passati dal  nucleare alle rinnovabili. E al carbone e gas perché non bastava. E le bollette sono raddoppiate e le emissioni salite . Vogliamo dirlo chiaro ?   Ci vuole una conversazione adulta sul nucleare. In un tavolo ideale . Non più solo talebani ‘verdi’. Ma opinioni di  Piero Angela , Umberto Veronesi, Margherita Hack, Bill Gates , Rchard Branson , Andrew McAfee e Silicon Valley, etc.E, scopro , anche Elon Musk e John Elkan. Il problema non é il costo del cambiamento . É lo spreco . Cose tipo ídrogeno verde e il mito delle rinnovabili . Ci  vuole una Greata 2 .0. Che dica che il re é nudo e faccia crollare il castello di fregnacce. Accettare dei compromessi , ecco . Ingoiare il rospo nucleare come la Francia e andare avanti sul concreto.

Una mattina mi son svegliato e..

Modena. Passavo dalla stazione. L’ ho visto per caso. Il recinto , dico , che chiude il parcheggio .Non quello grande : il parcheggio a triangolo , diciamo . Quello più in lá , in via Montessori . Ci stavano tipo trecento macchine. Comodissimo . Lontano in apparenza ma a due passi dal treno. Una manna , per pendolari e ritardatari . Perché un posto c’era sempre. Ora non più . È chiuso e dentro ci sono file di buchi. Come per un pioppeto , che non ci può essere. È , per forza , un impianto solare. Solo dimostrativo . Di valore pratico nullo. Perché produrrá pochissimo .
Non si poteva copiare il parcheggio della Fiera, qui a Modena , dico io ? È funzionale . In pratica una tettoia con i pannelli. Le macchine rimangono , come prima . Solo più riparate. E in teoria ci starebbero le colonnine di ricarica. Ben allacciate alla rete elettrica. Perché , anche qui , dalla fisica non si scappa . Come dalla forza di gravitá . Il solare è pulito ma inefficiente. È una verità dura . C’ è poco da infiocchettarla . Detto questo …..il parcheggio di via Montessori non c’ è piú. Sacrificato per una bassa operazione pubblicitaria. Una cosa di pura facciata. Se miravano alla sostanza facevano file di colonnine per moto e macchine elettriche. Questo sí.
Domanda : chi ha deciso ? Chi doveva opporsi e non l’ha fatto ? Chi , avendone il potere , poteva denuciare e non l ‘ha fatto ? Non una denuncia penale , intendo . Semplicemente dissociarsi . E puntare il dito. Dire che si buttano soldi per una operazione di facciata. Che intanto crea un danno di sostanza . Concreto , permanente purtroppo.

Porgi l ‘orecchio ad Armaroli

Mauro Montemagno è un tipo sveglio. Sempre sintonizzato sul nuovo . Sul meglio di quello che succede. Con viva curiosità ho guardato un suo video . Era una intervista , su YouTube. A Nicola Armaroli , ricercatore del CNR. Il tema era , più o meno , la svolta energetica. Cioè il superamento dell ‘energia fossile . Una chiaccherata su auto elettrica , idrogeno , rinnovabili e dintorni. Che ho osservato con rabbia crescente. Mi spiego . Si parla di  rinnovabili . È un tema grosso. lo lo riassumo cosí.
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Anni fa a Chernobil fecero un impianto solare. A cento metri dal famigerato reattore. Se ne occupó la BBC . I due impianti , quello nucleare e quello solare , occupavano lo spazio di un campo di calcio . Un ettaro a testa. Ma il reattore produceva , a suo tempo , 4000 megawatt .Quello solare uno. Ne mancavano all’ appello 3999 . Non un salto , una voragine. Ecco, il problema delle rinnovabili è tutto qui. Il resto è fuffa . Perché poi l’eolico é pure peggio. Certo, i costi dei pannelli si abbassano. E l ‘ efficienza cresce . Ma non si moltiplica. Perché ci si scontra con la fisica . Come per i cavalli da tiro. Li allevi meglio che puoi . Poi che fai ? Gli dai la cocaina?
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E non parliamo poi dell ‘ idrogeno ‘ verde’ . Simile , pensandoci , alle alghe scioglipancia di Vanna Marchi. Ambedue non sono , tecnicamente , truffe. Un piccolo beneficio lo danno. Ma ci investi una montagna e ottieni un topolino. No davvero, sono indignato

Fra l’ altro , a Milano , con i  4000 campi di calcio dell ‘ impianto solare ci verrebbe una riserva. Grande 11 volte il Central Park di New York . E la Germania ?
Non meritava un commento ? Si è buttata sulle rinnovabili . Le bollette sono raddoppiate e la CO2 è cresciuta . Come Andrew McAfee ha denunciato in ” Less is more”.
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Infine ho una immagine. Di una galleria di pezzi da novanta. C’ è Bill Gates , Richard Branson , Piero Angela , Margherita Hack , Umberto Veronesi , Andrew McAfee e troppi altri. Gente diversissima , ma tutti pro nucleare .

Davvero non vuole dire niente ? Siamo sicuri che é tutto bianco o nero : le rinnovabili solo pregi e il nucleare , per sempre , solo difetti ?

Perfect day in auotobus

Ci vorrebbe cosí poco . Anche per una Modena smart davvero. Oggi mi acconterei dell ‘ autobus. Mi spiego. Abito in Via Canaletto Sud. Devo andare in Via Giardini 50. Apro la app Moovit, che è ottima. Devo uscire di casa , girare a piedi a destra . Per 300 metri. Fino alla fermata del mio bus , indicato da un ‘icona. Ci clicco su e vedo che è a un chilometro. Che mancano tre fermate alla mia, e che è pieno al venti per cento. Non è l ‘ora di punta. Ok . Mi affretto ma …non ho il biglietto. Niente paura . C’ è il link a ‘’Tper’’. Dove mi sono giá registrato . Un altro click e compro il biglietto. Tutto qui. Bello ma un sogno. Perché le app non dialogano. Cioè Moovit non ha accesso ai dati dei bus in tempo reale. Che l ‘ azienda dei trasporti non fornisce , suppongo. Lei li ha , questi dati, ma non li utilizza. Non c’ è modo , per l ‘utente , di averli . Basterbbe , ripeto , pochissimo . Sarebbe una rivoluzione. Basta avere l’ icona del mio bus sulla mappa , in tempo reale . Con il numero indicativo dei passeggeri. Non si fará ma è un peccato . Come scrivere la tesi di laurea e non consegnarla. .Mi ricorda un’altra storia.

Era la app di Trenitalia. Si faceva il biglietto con il telefonino. Poi , assurdamente, bisognava stamparlo . Non solo : valeva per solo quella corsa. Se perdevi in treno amen. Fu cosí per anni. Finché qualcuno tra i manager si è vergognato. Ha tolto i divieti. Cioè : niente stampa del biglietto, possibilità di prendere una corsa diversa per le successive 4 ore. Per l’ utente una rivoluzione. Quella app inutile, dimenticata , odiata è diventata preziosa.

Ma per gli autobus non succederá . Ci vorrebbe uno scandalo, un paio di passeggeri morti. Meglio una mamma con la bimba. Ma il covid non è un infarto . Non funziona cosí .

Feltrinelli : la tovaglia sporca di feci

Leggo , pigramente , l ‘inserto di Repubblica. Trovo una doppia intervista , a Federico Rampini e Alessandro Baricco. Sul secolo che si apre .Che sarà cinese e non più americano. A pensarci fa impressione. Lo leggeró. Prima faccio il caffè . E penso. Rampini…Baricco …..ragazzi negli anni 80. Avranno visto ‘Ultimo tango a Parigi ‘ , letto ‘ Porci con le ali ‘’ . Poi i libri di Samoná e Savelli , di Feltrinelli e i soliti . Sempre quelli, più o meno. È la famosa ‘memoria collettiva’. Fatta di dettagli. Come quella rubrica dell‘ Espresso : ‘Il lato debole’ , di Camilla Cederna. Frivola in apparenza. In realtà acutissima. Fu raccolta in un libro , con lo stesso nome, da Feltrinelli .
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Che comprai e persi. Scopro che su Amazon non c’è il suo formato Kindle. Nessuno,alla Feltrinelli, si è disturbato a metterlo.
Cosa che si fa in minuti e costa meno di un caffè . Mi indigno. Cos’ è , uno sfregio ? Una vendetta ? E i potenti amici della Cederna ? Tutti spariti ?
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L ‘unico versione disponibile è quella pirata. Pensateci , cari manager della Feltrinelli.

Coop Voce e i sassi dal cavalcavia

Driiin…..É il mio vecchio padre al telefono. Ha un solo euro sul telefonino. Mi chiede di fare la ricarica. Ok , niente di più facile. Apro il tablet. In un minuto sono sul sito di Coop voce. Ecco qui : ricarica on line. Clicco e…..niente di più complicato. Ci sono vari passaggi. Alla fine mandano un SMS di ‘verifica’. Non al mio telefono : a quello di mio padre. Che non è qui. Morale della favola : devo uscire. Proprio stasera che piove e ho il raffreddore. Fortuna che c’è la tabaccheria ai Portali. E che non c’ è fila all ‘ ingresso. Il sito Web è sfacciatamente inutile. Cosa vuole verificare Coop Voce ?  Pago con Poste Pay . Nessuno è più tracciabile di me .     E poi ….sono soldi che entrano, non che escono . Perché inventare dei paletti ? La sicurezza, ok… Ma se è fine a se stessa ? Chi ha la porta blindata nella doccia ?

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C’è di che infuriarsi. Ma chi è che fa il sito della Coop ? Possibile che non ci sia un responsabile ? Non per metterlo alla gogna : perché ci metta la faccia.

Colpisce , come un sasso , il senso di impunitá. Certi burocrati sono intoccabili. Mai nessuna inchiesta , di nessun giornale ‘serio’ , chiederá loro una spiegazione. Saranno anonimi. Per sempre. Come chi lancia i sassi dal cavalcavia.

Scommettiamo ?

Piccole librerie e vecchi merletti

La mia professoressa delle medie, che frequentai nel 1970, muore. Vengo a saperlo per caso. Si è spenta nel sonno, serena, centenaria. Provo tristezza. La ricordo con affetto . E mi fa venire in mente un  libro :  ‘’La casa di campagna”, di Piero Calamandrei. Che lei consigliava come lettura. Ci teneva molto . Era legato a un suo ricordo privato . Un giorno ce lo avrebbe raccontato , diceva. Invece no. Non l’ ha mai fatto. Non sapró mai perché. Fatto sta che quel libro mi torna in mente . Non l’ho mai letto e chissá dove é finito. Vado in libreria : non è recuperabile. Forse era di un editore piccolo , mi spiega il libraio.  Che ha chiuso bottega, bloccando ogni pubblicazione . Perché i diritti sono suoi. Capita , dice.  È giusto ?  Per me no. Ogni libro dovrebbe avere la sua versione digitale,  su Amazon e non solo. Perché il digitale è di fatto gratuito . Quindi non ci sono scuse : va reso disponibile. Il non farlo è una precisa scelta. Che alcuni possono vedere come accidia e bullismo culturale. Perché si colpisce il diritto all ‘ informaziome.

Poi: le piccole librerie……

Il digitale può tornare cartaceo. Il  gentile libraio può procurarsi il PDF del libro , spedirlo a un artigiano e farmelo stampare. Magari in versione economica o , al contrario, lussuosa. Insomma….indietro non si torna , ma tutti possono convivere con tutti. Megastore e microlibrerie. Non mi associo ai cori di lamenti.  Ci vedo un fondo di autocompiacimento , pigrizia mentale e snobismo.

Discorso a parte la pirateria. Mi limito a una osservazione. Sono abbonato a Repubblica on line. Pago un filo meno di 20 euro al mese. L ‘ abbonamento digitale al New York Times costa la metá . E mi dá accesso a un archivio completo degli ultimi 25 anni . Su Repubblica no. Non ”posseggo ‘ niente. Non é come un ebook su Amazon. Tanti articoli bellissimi , ben compresi alcuni di Augias e Rampini , vanno persi per sempre. Qui la nostalgia é giustificata. Non si puó piú tagliare le pagine e riporle. É una perdita secca.

Ma non per chi ha la versione online ‘pirata”. Loro ottengono il giornale gratis e lo archiviano . Dove vogliono , per sempre. Vista cosí , la pirateria ha una faccia piú ‘sorridente’. Ingiusta ma legata alla frustrazione dei consumatori.

Caro Corrado Augias, vogliamo dire anche questo ?

P. S. Qualcuno mi regala il libro di Piero Calamandrei ?